Quanto costa la pubblicità su radio, cinema, DOOH e TV per una PMI
Aggiornamento: 24 set

La domanda che quasi tutti si fanno è quanto costa uno spot radio o una campagna al cinema. È la domanda sbagliata, e rispondere con un prezzo per mezzo porta fuori strada.
La pubblicità offline non si acquista a pezzi: si acquista come piano. E il costo di quel piano dipende molto più dal territorio in cui la campagna deve funzionare che dal listino dei singoli canali.
IN SINTESI
Se hai due minuti e non tutto l'articolo.
Conta il territorio, non il mezzo: lo stesso budget compra molta più pressione in provincia che a Milano.
Da 2.000 a 10.000 euro secondo l'ampiezza del bacino, per l'intero piano e non per canale.
I prezzi che trovi online riguardano campagne nazionali: ordini di grandezza diversi, ed è il motivo per cui molti rinunciano.
Con poco budget si concentra, non si distribuisce: alcuni mezzi vengono esclusi apposta.
Perché "quanto costa la radio" è la domanda sbagliata
Chiedere quanto costa uno spot è comprensibile ma non porta a una risposta utilizzabile, per due ragioni.
Un singolo passaggio non produce alcun effetto. I media offline funzionano sulla ripetizione: la stessa persona deve incontrare il messaggio più volte perché lasci traccia. Comprare un passaggio isolato equivale a non comprare nulla, quindi il suo prezzo è un dato senza significato pratico.
Nessuna campagna si costruisce su un mezzo solo. Un piano che funziona combina online e offline, perché ciascuno lavora su un momento diverso del percorso d'acquisto. Sommare i prezzi dei singoli mezzi restituisce un numero che non corrisponde a nulla di acquistabile.
La domanda utile è un'altra: quanto mi serve per fare una campagna che funzioni dove opero io. Questa ha una risposta, ed è quella che segue.
Perché i prezzi che trovi online non ti servono
Buona parte dei riferimenti di costo che circolano in rete riguarda campagne nazionali, non locali. Sono ordini di grandezza completamente diversi: una campagna nazionale si misura in decine di migliaia di euro, mentre una campagna locale ben costruita su una provincia può stare in poche migliaia. Confondere i due piani è il motivo principale per cui molti imprenditori concludono, sbagliando, che questi canali non siano alla loro portata.
A questo si aggiunge l'assenza di listini pubblici confrontabili. I prezzi dei media offline sono negoziati caso per caso, e la stessa emittente applica condizioni diverse a seconda del periodo, dell'impegno complessivo e della disponibilità in quel momento. Non è opacità voluta: è il funzionamento normale di un mercato a inventory limitata. E quei listini appartengono alle concessionarie e alle emittenti, che ne pretendono la riservatezza: chi ottiene un mandato di vendita si impegna a tutelarli.
Quanto serve, per ampiezza di territorio
I valori seguenti indicano il budget di riferimento per una campagna multicanale completa, cioè un piano che comprenda sia canali online sia canali offline con una frequenza sufficiente a produrre un effetto misurabile. Non si riferiscono a una settimana né a un numero prestabilito di passaggi: sono l'investimento complessivo.
Città piccola o provincia, 2.000-4.000 euro. Consente un piano articolato, con buona frequenza su più mezzi grazie al costo contenuto degli spazi locali.
Città media, 3.000-5.000 euro. Piano multicanale con una selezione di mezzi calibrata sulla copertura richiesta.
Grande città, 4.000-7.000 euro. Stessa logica, ma con costi degli spazi sensibilmente più alti a parità di pressione.
Copertura regionale, 5.000-10.000 euro. Estensione su più bacini, con selezione dei mezzi in funzione della distribuzione geografica.
Sono cifre indicative, utili a dare un ordine di grandezza. Variano caso per caso in funzione degli obiettivi, dell'area geografica, dei mezzi coinvolti, del periodo e della disponibilità di spazi al momento della pianificazione.
Per il riferimento sul tuo territorio in pochi secondi c'è il calcolatore del budget di campagna, che restituisce la fascia indicativa e i mezzi che entrano tipicamente in piano.
Perché lo stesso budget rende diversamente a Milano e in provincia
È il punto che spiega tutti i valori precedenti. Il costo di uno spazio è determinato dal valore del bacino che raggiunge, e i grandi centri urbani hanno una domanda di spazi molto superiore all'offerta.
La conseguenza è controintuitiva ma importante: un'impresa che opera in provincia parte avvantaggiata. Con 2.000 € in un mercato locale contenuto si costruisce un piano che comprende radio, connected TV, canali digitali ed eventualmente cinema, con una frequenza adeguata su ciascuno. Lo stesso identico piano su Milano può richiedere cinque o settemila euro, perché ogni singolo spazio costa un multiplo.
Non significa che a Milano non si possa fare pubblicità con budget contenuti. Significa che il piano sarà diverso: meno mezzi, scelti con più attenzione, con la pressione concentrata dove produce di più.
Il minimo è della campagna, non del canale
È il fraintendimento più frequente. Su Alchemyx il budget minimo per attivare una campagna è di 2.000 euro, e quella cifra non serve a comprare un canale: serve a comprare un piano. Non sono 2.000 € per la radio più altri 2.000 per il cinema: sono 2.000 € complessivi che la piattaforma distribuisce fra i mezzi più adatti a quell'obiettivo, a quel territorio e a quella cifra.
La soglia non è una scelta commerciale arbitraria. È il livello sotto il quale, in qualunque mercato italiano, non si riesce a garantire a ciascun mezzo una frequenza utile. Al di sotto non si ottiene una campagna più piccola: si ottiene una campagna che non produce effetto.
Nell'importo è già compresa una commissione del 13,98%, senza canone fisso e senza contratti di durata. È l'unico costo di intermediazione ed è dichiarato in anticipo. Nel modello tradizionale la stessa voce esiste, ma è quasi sempre implicita nel prezzo del mezzo e non compare come riga separata.
Perché alcuni mezzi vengono esclusi apposta
L'istinto di chi ha un budget contenuto è distribuirlo su tutti i canali, per non rinunciare a nulla. È la scelta che fa fallire più campagne.
Ogni mezzo ha una soglia minima di pressione sotto la quale non genera alcun ritorno. Duecento euro su quattro canali diversi non sono una campagna multicanale: sono quattro campagne fallite in parallelo. Lo stesso importo concentrato su meno mezzi, con frequenza sufficiente su ciascuno, produce un risultato misurabile.
Per questo il piano viene costruito dalla piattaforma e non scelto dal cliente. Con budget contenuti alcuni mezzi vengono deliberatamente esclusi, non per limitare il servizio ma per garantire agli altri la pressione necessaria. Il piano conserva sempre una combinazione di online e offline: quello che cambia è quali mezzi entrano e con quanti spazi. Al crescere dell'investimento il piano si allarga, includendo i canali che a quel punto raggiungono la propria soglia.
Non esiste un mix standard
Una domanda ricorrente è quale sia la ripartizione ideale del budget tra i canali. La risposta onesta è che non esiste, e diffidare di chi ne propone una fissa è un buon criterio. Il mix dipende da almeno cinque variabili che cambiano a ogni campagna.
L'obiettivo, perché far conoscere un'attività appena aperta e sostenere le vendite di una già nota richiedono piani diversi.
Il territorio, con le differenze di costo appena descritte.
La disponibilità di spazi nel periodo scelto, che varia continuamente.
Il tipo di attività e le abitudini del pubblico che deve raggiungere.
I risultati delle campagne precedenti, quando ci sono, che dicono che cosa ha già funzionato in quel contesto.
È la ragione per cui la pianificazione ha storicamente richiesto un professionista dedicato, e il motivo per cui il costo di quel professionista rendeva antieconomiche le campagne sotto una certa soglia. Una piattaforma che elabora il piano automaticamente elimina proprio quel costo, che è sempre stato la vera barriera.
I quattro errori che bruciano il budget
Disperdere su troppi canali. Sotto la soglia di pressione un mezzo non lavora, e un budget spalmato su tutto non produce nulla su niente.
Comprare pochi passaggi su un mezzo prestigioso. Sull'offline la frequenza conta più del prestigio del singolo spazio.
Trascurare la creatività. Uno spazio pagato bene con un contenuto fatto male è denaro sprecato, e sull'offline non si corregge in corsa come su Google: una volta avviata, il messaggio resta quello.
Ragionare per mezzo invece che per piano. La domanda utile non è quanto costa la radio, ma quale combinazione rende di più con quel budget in quel territorio.
In conclusione
La pubblicità offline costa meno di quanto la maggior parte degli imprenditori immagini, ma resta poco leggibile per due motivi: i riferimenti di prezzo che circolano riguardano campagne nazionali, e il mercato non è mai stato costruito per rispondere a chi investe poche migliaia di euro.
Ragionare per campagna anziché per spot, capire che il minimo riguarda l'intero piano e non il singolo canale, e accettare che con risorse contenute la scelta corretta sia concentrare invece che distribuire: sono i tre passaggi che trasformano radio, cinema, DOOH e connected TV da canali percepiti come inaccessibili a strumenti concretamente utilizzabili.
Domande frequenti
Quanto costa una campagna pubblicitaria per una piccola impresa?
Per una campagna multicanale con una frequenza sufficiente a produrre un risultato, il riferimento indicativo è tra 2.000 e 4.000 euro in una città piccola o in provincia, tra 3.000 e 5.000 euro in una città media, tra 4.000 e 7.000 euro in una grande città e tra 5.000 e 10.000 euro per una copertura regionale. Sono valori medi che variano in funzione degli obiettivi, dell'area geografica e dei mezzi coinvolti.
Quanto costa uno spot radio o una campagna al cinema presi singolarmente?
È un dato poco utile. Un singolo passaggio non produce effetto, e nessuna campagna efficace si costruisce su un mezzo solo. Il costo che ha senso valutare è quello del piano complessivo, che combina canali online e offline con la frequenza necessaria a lasciare traccia.
Il budget minimo di 2.000 euro è per ogni canale?
No. È il budget minimo dell'intera campagna, che per costruzione comprende più mezzi coordinati fra loro. La piattaforma distribuisce quell'importo fra i canali più adatti all'obiettivo, al territorio e alla cifra disponibile. Non va quindi moltiplicato per il numero di mezzi.
Perché una campagna a Milano costa più di una in provincia?
Perché il costo di uno spazio dipende dal valore del bacino che raggiunge, e nei grandi centri urbani la domanda di spazi supera ampiamente l'offerta. Con 2.000 € in una provincia si costruisce un piano articolato su più mezzi, mentre la stessa configurazione su una grande città può richiederne cinque o settemila.
Posso scegliere io su quali mezzi investire?
Il piano viene elaborato dalla piattaforma sulla base del briefing, del territorio, dell'obiettivo e del budget. Con budget contenuti alcuni mezzi vengono esclusi per garantire agli altri una frequenza utile: distribuire su troppi canali significa non ottenere risultato da nessuno. Il piano comprende comunque sempre sia canali online sia canali offline. Al momento del briefing è possibile escludere i canali digitali, una funzione utile a chi deve tenere separate le campagne online e offline. Non è invece possibile il contrario: la componente offline è sempre presente.
Esiste una ripartizione ideale del budget tra i canali?
No, e conviene diffidare di chi ne propone una fissa. Il mix ottimale dipende dall'obiettivo, dal territorio, dalla disponibilità di spazi nel periodo scelto, dal tipo di attività e dai risultati delle campagne precedenti. Cambia a ogni campagna, ed è proprio il calcolo che una piattaforma di pianificazione automatizza.
Le cifre indicate sono prezzi fissi?
No. Sono valori medi indicativi, utili a dare un ordine di grandezza. Il costo effettivo di una campagna varia in funzione degli obiettivi, dell'area geografica, dei mezzi coinvolti, del periodo di programmazione e della disponibilità di spazi al momento della pianificazione.
Leggi anche
Calcolatore del budget di campagna - Traduce le fasce di questo articolo in una stima per la tua città e il tuo obiettivo.
Costo della pubblicità radio - Perché si ragiona a campagna e non a singolo passaggio.
Pubblicità offline per PMI nel 2026 - Perché questi canali erano chiusi alle piccole imprese e cosa è cambiato.
Come fare pubblicità multicanale per una PMI - Come si costruisce il piano una volta definito il budget.
Guida alla pianificazione per PMI - I cinque passi dal budget al lancio.
Scritto da Fabio Ferrara con supporto di revisione di sistemi AI. CEO e fondatore di Alchemyst LAB Srl, la startup innovativa con sede a Milano che sviluppa Alchemyx, con oltre 15 anni di esperienza nel media planning e nella pubblicità in agenzia. Seguilo su LinkedIn.

